agopuntura nelle lesioni spinali Stampa
L’AGOPUNTURA RIPRISTINA LA FUNZIONALITÀ’ MOTORIA
A SEGUITO DI LESIONI  SPINALI
Il ricercatore Yang e i suoi collaboratori hanno scoperto che, sulle lesioni del midollo spinale, l’elettroagopuntura ha indotto importanti risposte biologiche, fondamentali  per quanto riguarda la protezione dei motoneuroni.
Ha incrementato:
•    il numero totale di neuroni sani
•    l'attività dell’acetilcolinesterasi (AChE)
•    il numero totale dei corpi di Nissl
•    il fattore neurotrofico derivato dalle cellule gliali (GDNF) nell’mRNA
La ricerca ha dimostrato che l’elettroagopuntura favorisce la riparazione delle cellule responsabili della funzione motoria, le quali possono stimolare il ripristino dell’attività neuronale in maniera tale da prevenire la paralisi dopo una lesione del midollo spinale.
Un modo per valutare il grado di lesione nervosa è quello di effettuare una stima del numero di corpi di Nissl presenti o di quello dei neuroni contenenti corpi di Nissl, siti di sintesi proteica (Gulino e Gulisano) e un’altra modalità è quella di valutare l'attività dell’acetilcolinesterasi, enzima necessario per rigenerare i neuroni attraverso la demolizione del neurotrasmettitore acetilcolina (Nakamura).
È stato dimostrato che l’agopuntura aumenta l’acetilcolinesterasi all'interno della sostanza reticolare del mesencefalo (Ramey e Archer) e, secondo altri studi, che è efficace nel ridurre l'infiammazione, dopo una lesione acuta possedendo un ruolo terapeutico in pazienti con lesioni del midollo spinale (Nayak e collaboratori).
La plasticità è insita nel sistema nervoso centrale pertanto, secondo Bregman e collaboratori, dopo una lesione del midollo spinale è possibile una rigenerazione e il successo del trattamento dipende da tale capacità del sistema nervoso.
I motoneuroni spinali contengono fattori neurotrofici vitali per il funzionamento dei neuroni e il fattore neurotrofico derivato dalle cellule Gliali (GDNF) è importante per la funzione del nervo, migliora il recupero complessivo dei neuroni e della neuroglia inibendo la morte cellulare causata dalle lesioni (Cheng , Bakshi, McCullough e rispettivi collaboratori).
In questo esperimento di laboratorio controllato, dopo aver praticato l’anestesia, sono stati schiacciati i segmenti toracici di 60 ratti sani con conseguente produzione di lesioni spinali, da moderate a gravi per cui le estremità inferiori ed i tronchi hanno mostrato i classici segni di paralisi previsti a seguito di tali lesioni.
Successivamente, i ratti sono stati divisi, secondo modalità random, in un gruppo di controllo che non è stato sottoposto a trattamento ed uno di elettroagopuntura
Sul gruppo di elettroagopuntura è stato iniziato il trattamento 24 ore dopo l'infortunio con il dispositivo HB-EDT-II e l’utilizzo dei punti Zusanli (ST36), Xuanzhong (GB39), Futu (ST32), e Sanyinjiao (SP6).
Le sessioni di trattamento sono state eseguite tutti i giorni per 30’ e i due gruppi di agopunti sono stati sottoposti a stimolazione elettrica, alternativamente.
Nel corso della 2°, 4°, e 6° settimana, sono stati valutati gli effetti dell’elettroagopuntura rimuovendo quattro sezioni di midollo spinale per l'esame al microscopio con osservazione di rigonfiamento del nervo, distanza dalla capsula, e degenerazione vacuolare, elementi comuni in presenza di danno del sistema nervoso, così come la presenza di corpi di Nissl, GDNF e l'attività acetilcolinesterasica; inoltre, è stato confrontato il numero totale di motoneuroni nei due gruppi.
A 2 settimane, il gruppo di controllo ha mostrato la degenerazione che ci si aspetterebbe in seguito ad una lesione del midollo spinale, compresa  la morte cellulare e l'infiammazione, tuttavia, nel gruppo di elettroagopuntura, molti neuroni sono sopravvissuti presentando solo un leggero gonfiore e lieve necrosi.
Inoltre, è stata riscontrata una differenza significativa nel livello di espressione del GDNF sull’RNA messaggero del gruppo sottoposto ad elettroagopuntura rispetto al gruppo di controllo dimostrando il fatto chenei ratti con lesioni del midollo spinale, quest’ultima è risultata efficace nell’aumentare l'espressione del GDNF.
A 4 settimane dal trauma, i ratti appartenenti al gruppo dell’elettroagopuntura hanno mostrato un gran numero di corpi di Nissl, con macchie più grandi e più scure rispetto a quelle del gruppo di controllo in cui si presentavano in numero minore e più leggere; infine, in quest’ultimo gruppo, sono aumentati l’edema cellulare e la degenerazione vacuolare con scomparsa dei corpi di Nissl stessi.
Straordinariamente, nel gruppo di elettroagopuntura, i corpi di Nissl hanno presentato macchie durante tutta la 2°, 4°, e 6° settimana così come si è riscontrato un numero di motoneuroni del corno anteriore del midollo spinale, significativamente superiore rispetto al gruppo di controllo, suggerendo che l’elettroagopuntura può promuovere la sopravvivenza dei motoneuroni in tale sede.
Per tutta la durata dello studio sono stati, inoltre, valutati i livelli di acetilcolinesterasi e si è osservato che l'attività enzimatica nei motoneuroni era più bassa 4 settimane dopo l’elettroagopuntura e, gradualmente, aumentava verso le  6 settimane.
Una scoperta sorprendente è stata che l’elettroagopuntura sul punto Zusanli  (36ST) stimola la contrazione muscolare del muscolo gastrocnemio controlaterale, il che porta alla conclusione che l’elettroagopuntura, attraverso la stimolazione del punto terapeutico, aumenta l'attività dell'acetilcolina all'interno del nervo stesso.
Yang e i suoi collaboratori hanno notano che l’elettroagopuntura genera impulsi sensoriali nei tessuti profondi che vengono trasmessi in modalità afferente, attivando i neuroni a livello del midollo spinale, con conseguente contrazione muscolare.
I punti utilizzati in questo studio sono correlati alla plasticità del midollo spinale  (Takeshige e collaboratori) con dimostrazione dei meccanismi di azione dell’elettroagopuntura e della sua efficacia specifica nella protezione dei neuroni dopo una lesione del midollo spinale.
Rispetto al gruppo di controllo cui non è stato somministrato alcun trattamento, il gruppo di elettroagopuntura ha ottenuto un aumento dell’attività acetilcolinesterasica dei motoneuroni nel corno anteriore, che è vitale per la riuscita del trattamento del midollo spinale dopo una lesione; inoltre, per via del maggior numero di corpi di Nissl riscontrato nel gruppo di elettroagopuntura, i risultati dello studio suggeriscono che questa promuove la sopravvivenza dei motoneuroni ed aumenta la sintesi proteica.
Questo è il primo studio importante a dimostrazione dell'effetto dell'agopuntura sull'espressione del GDNF a livello dell’mRNA nei motoneuroni del corno anteriore dopo una lesione del midollo spinale e i risultati ottenuti più quelli delle  precedenti ricerche hanno dimostrato che elettroagopuntura ha un ruolo potenzialmente importante per recuperare la funzione motoria a seguito di lesione midollare spinale.
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